La vigilia...
E' il tardo pomeriggio della giornata di ricognizione sui sentieri svedesi, abbiamo perso Bob (ma tornerà presto presente knocking at the door, non c'è problema...)ed io e simone torniamo all'albergo: alle 18 l'appuntamento è con l'amico - fino a quel momento virtuale - Markus per una cena-buffet a casa sua. Naturalmente il punto d'incontro era l'Amani caput mundi, ormai trasformato in una torre di Babele in quei giorni...e di lì a poco, avremmo avuto l'ennesima conferma. Poche pedalate ci dividono dalla hall quando un ragazzo biondo seduto nei tavolini lì fuori si alza in piedi e ci viene incontro agitando le braccia come un naufrago che scorge una barca alla deriva...Ma ce l'ha con noi?Lo conosci?Eh ora..come faccio a conoscerlo.Va bè si sbaglierà...Seh, sarà amico di Bob sta a vedere... Un altro paio di pedalate e sentiamo la voce: una vera e propria sborbottata in auanagana - di quello tosto - di cui capiamo solo I'm Foye (bel nome eh..) e singlespeed, giusto quel che serve per tirare le somme e sostituire alla facce interrogative un bel sorriso di chi ha capito tutto e ha la situazione sotto controllo. Sei nel posto giusto, uomo! (una frase in pieno Milkman style) Foye era il ragazzo americano che come noi chiedeva informazioni prima della partenza nel forum SSWC e si trovava nel
nostro stesso albergo: anche lui è andato a colpo sicuro, identificati al primo sguardo! Era ancora in attesa che la sua bici arrivasse dall'aeroporto, così, per fargli scaricare un po' l'ansia, abbiamo pensato bene di invitare pure lui e consorte la sera stessa a casa di Markus (ci aveva concesso la licenza di unire a noi un altro paio di singlespeeders stranieri qualora li avessimo incontrati: it's done!) Nel frattempo arrivano altre 3 macchine con bici a seguito (gettonatissimo quel posto), quindi almeno altri 6/7 bikers arrivati, scambio di sguardi, tra il curioso, il "so perchè sei qui" e il ti vorrei sportivamente salutare, finchè Simone rompe il ghiaccio e chiede "where are you from"...risposta... "Sweden..." .Ah. Eh sì, ci sono svedesi anche a Stoccolma. Nella bolgia generale di persone e bici spuntano altri 3 ragazzi in bicicletta, senza bagagli o borse, con la netta parvenza di chi sta cercando qualcuno: ecco Markus, ora verrà qui. Verrà qui...no, va di là, dal gruppetto di neo arrivati, un incipit in inglese che non abbiamo capito (nemmeno gli americani, tze), facce interrogative, parlata in svedese....forse si sono chiariti... sì sì, i 3 ragazzi vengono verso di noi "I've made a mistake! you're the Italian right??" Fino a quel momento ci avevano identificato tutti nei modi più disparati tranne chi doveva come da accordi: mistero presto svelato, non si trattava di Markus bensì di un amico inviato come accompagnatore. Purtroppo non abbiamo mai memorizzato il suo nome, ma si svelò un vero personaggio da intrattanimento e ne diede subito prova: chiama al telefono Markus, gli racconta la gaffe appena fatta con gli altri bikers, fanno due conti....e......ecco il rimedio, everybody's invited, follow us! La casa era veramente a un paio di centinaio di metri dall'hotel, una di quelle palazzine di pochi piani tra cui c'eravamo smarriti il giorno dell'arrivo; una volta invaso il seminterrato di bici (ma tanto gli svedesi sono ospitali....) siamo saliti tutti quanti al terzo piano in casa Fleming e....grande scoperta...gli svedesi si tolgono le scarpe quando entrano in casa di qualcuno!!! (ecco spiegati tutti quei locali di SUSHI, non è solo una contaminazione culinaria....). Ci sono stati 2 minuti buoni di titubanza mia e di Simone sulla soglia di casa, e via ci si toglieranno... poi però penso che sono con le ballerine e rimarrei completamente scalza, bene o male tutti avevano i calzini... Simone i calzini li avrebbe anche avuti, ma non so di preciso cosa lo bloccava (NdS: solidarietà!) insomma ragionamenti un po' all'italiana (se si pensa che i tedeschi e affini vanno per strada scalzi....) quand'ecco che mi cade l'occhio su Foye già intorno al buffet, con scarponcini da trekking, grandissimo! Entriamo! Abbiamo passato un paio d'ore in allegria, davanti ad affettati, formaggi e una zuppetta niente male creata da Markus...ingredienti misteriosi ma buona! Nuovamente, nemmeno una foto è stata fatta di questa cenetta intercontinentale, ma questa volta non solo noi, anche tutti gli altri erano troppo presi a mangiare e chiacchierare, quindi credo proprio che non esistano immagini.... Concludo con qualche altro scatto fatto in marcia verso lo Street per il party serale.
nostro stesso albergo: anche lui è andato a colpo sicuro, identificati al primo sguardo! Era ancora in attesa che la sua bici arrivasse dall'aeroporto, così, per fargli scaricare un po' l'ansia, abbiamo pensato bene di invitare pure lui e consorte la sera stessa a casa di Markus (ci aveva concesso la licenza di unire a noi un altro paio di singlespeeders stranieri qualora li avessimo incontrati: it's done!) Nel frattempo arrivano altre 3 macchine con bici a seguito (gettonatissimo quel posto), quindi almeno altri 6/7 bikers arrivati, scambio di sguardi, tra il curioso, il "so perchè sei qui" e il ti vorrei sportivamente salutare, finchè Simone rompe il ghiaccio e chiede "where are you from"...risposta... "Sweden..." .Ah. Eh sì, ci sono svedesi anche a Stoccolma. Nella bolgia generale di persone e bici spuntano altri 3 ragazzi in bicicletta, senza bagagli o borse, con la netta parvenza di chi sta cercando qualcuno: ecco Markus, ora verrà qui. Verrà qui...no, va di là, dal gruppetto di neo arrivati, un incipit in inglese che non abbiamo capito (nemmeno gli americani, tze), facce interrogative, parlata in svedese....forse si sono chiariti... sì sì, i 3 ragazzi vengono verso di noi "I've made a mistake! you're the Italian right??" Fino a quel momento ci avevano identificato tutti nei modi più disparati tranne chi doveva come da accordi: mistero presto svelato, non si trattava di Markus bensì di un amico inviato come accompagnatore. Purtroppo non abbiamo mai memorizzato il suo nome, ma si svelò un vero personaggio da intrattanimento e ne diede subito prova: chiama al telefono Markus, gli racconta la gaffe appena fatta con gli altri bikers, fanno due conti....e......ecco il rimedio, everybody's invited, follow us! La casa era veramente a un paio di centinaio di metri dall'hotel, una di quelle palazzine di pochi piani tra cui c'eravamo smarriti il giorno dell'arrivo; una volta invaso il seminterrato di bici (ma tanto gli svedesi sono ospitali....) siamo saliti tutti quanti al terzo piano in casa Fleming e....grande scoperta...gli svedesi si tolgono le scarpe quando entrano in casa di qualcuno!!! (ecco spiegati tutti quei locali di SUSHI, non è solo una contaminazione culinaria....). Ci sono stati 2 minuti buoni di titubanza mia e di Simone sulla soglia di casa, e via ci si toglieranno... poi però penso che sono con le ballerine e rimarrei completamente scalza, bene o male tutti avevano i calzini... Simone i calzini li avrebbe anche avuti, ma non so di preciso cosa lo bloccava (NdS: solidarietà!) insomma ragionamenti un po' all'italiana (se si pensa che i tedeschi e affini vanno per strada scalzi....) quand'ecco che mi cade l'occhio su Foye già intorno al buffet, con scarponcini da trekking, grandissimo! Entriamo! Abbiamo passato un paio d'ore in allegria, davanti ad affettati, formaggi e una zuppetta niente male creata da Markus...ingredienti misteriosi ma buona! Nuovamente, nemmeno una foto è stata fatta di questa cenetta intercontinentale, ma questa volta non solo noi, anche tutti gli altri erano troppo presi a mangiare e chiacchierare, quindi credo proprio che non esistano immagini.... Concludo con qualche altro scatto fatto in marcia verso lo Street per il party serale.(per ora Blogger non ne vuol sapere ti caricare le foto!!!.. arriveranno...)

1 Comments:
bene bene bene
clapclapclap.
mi piace il racconto.
mi piace non esser stato l'unico col male alle chiappe.
ma soprattutto....
non siamo stati gli unici a prendere acqua!!
uhYeah!!!
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