domenica 22 ottobre 2006

Slippin' away...

Stamani mi sono svegliata con in testa la melodia di un sano metal "old school".... Hypocrisy, Slippin' away. Sono già passati 10 anni. Incredibile.

Feel every things circumstantial
Realise the nonsense of existing
Start to put to an end to this lost life
There ain't no change for the better
So I'll choose it from death Memories been bless this one day
Take the tears and the painMy soul I sold to prolong.
Don't tell me I'm dying
Tired of Bury the painAs I bury this knife in my body
Slowly Slipping Away To another dimension of virtue
My soul now slipping away in vain
A man greets me from the other side "Welcome To Hell"
"Me? My name's Death" So please forgive this heart
And these dreams that we've felt
Don't tell me
Bury the painAs I bury this knife in my body
Slowly Slipping AwayTo another dimension of virtue
Una canzone da "carogna", come direbbe chi me l'ha fatta ascoltare per la prima volta. Quella carogna che quando ti si appoggia sulle spalle devono passare giorni e giorni prima di scrollarse la di dosso. E il più delle volte non gli sai attribuire un perchè preciso.
Forse questa è una delle poche volte che il perchè mi è chiaro. Ma sono impotente.
Ora, proprio tu, per paradosso, un po' ti invidio. Invidio il tuo lato che ho sempre criticato, che ho sempre cercato di cambiare: il tuo distacco verso questa realtà. "...e io me ne disinteresso" e qualsiasi problema era archiviato. Non avere aspettative, da niente e da nessuno. Non affidarsi a nessuno. Tutto ti passa sopra, scivola via e tu rimani lì, imperturbabile. Vorrei essere come te oggi. E forse, anche per i prossimi giorni...o mesi.... Chissà.
Parlo come te... e pensare che non ho mai sopportato questi discorsi. Ti ho sempre detto che cosi non si può vivere, ma forse hai ragione tu... e sto sbagliando io.
Accanto al tuo nome leggo "il mondo mi ha bypassato". Ecco, è accaduto anche a me. E' il giorno per Dead and Forever gone.

sabato 21 ottobre 2006

Maledetto Walt Disney...

Dal titolo non sembrerà, ma questo è il post che racconterà il fatidico giorno della gara di Stoccolma, c'è stato un po' di gap tra un post e l'altro, ma si sa, una costante lineare nella quotidianità non c'è.
Sono passati già due mesi da quel giorno, ma la mia memoria si difende bene! Prima di tutto: unico giorno di clima caldo-umido in Svezia, una stranezza anche per i locals...e partenza della gara posticipata di un paio d'ore (concisa quindi con il sole allo zenith...). Devo ammettere che un leggero velo di "scazzo" alleggiava tra le mie conoscenze quella mattina...Ma nonostante tutto, c'era da tenere alta la fama del primo campione italiano di Sinlgespeed,quindi, il sottoraffigurato non poteva sottrarsi ad una posa da vero epic ride per intimorire psicologicamente gli avversari (...)
In realtà, lo sguardo perso nel vuoto poteva essere conseguenza dei morsi dalla fame che a quell'ora della giornata già stavano attanagliando lo stomaco del nostro pupillo... oppure, la vista della sua Vetta sulla cima della collina (che bel gioco di parole eh..) lo stava facendo pensare: non dovrò mica correre fin lassù per iniziare la gara?!
Ebbene..... sì. Così fu. Corsa sulla collina al via per recuperare le bici, poi giù per la non poco ripida discesa che riportava sul piano e poi via nel bosco....
Ma per fortuna, una volta iniziato il gareggio, ho avuto la compagnia di Teresa e Federico che, dopo un primo sconforto misto a lacrime per la partenza dei genitori (Stefano e Sara, ndr), si sono molto prodigati per allietarmi le ore di attesa. La loro attrazione preferita era che io gli raccontassi le favole.... Bene dai, poteva andarmi peggio, se solo pensavo a giochi come guardie e ladri, il lupo mangia frutta...(ma forse non vanno più di moda?!?!) per l'umidità che c'era quel giorno, correre mi avrebbe ridotto con la pressione sotto ai piedi dopo due passi. Quindi, eh brava Teresa, buona idea. Partiamo da Biancaneve. Vai, facile. Biancaneve era una fanciullina che viveva in un castello......E già iniziano i vuoti di memoria: sono quelle favole che tutti sappiamo ma che quando si tratta di raccontarle ci rendiamo conto che sappiamo solo come finiscono. Quindi...viveva in un castello ma poi si ritrova in casa dei 7Nani... Evvai, iniziano le proteste: e no nel cartone lei aveva il papà, poi il papà muore e rimane la matrigna che era gelosa....e poi c'erano gli amici uccellini e topolini... Insomma, Biancaneve la racconta a me Teresa.
Intanto iniziano ad arrivare i primi bikers al traguardo del primo giro ma ancora nessun segno del team italiano..
Me la cavo un po' meglio con Cenerentola, anche se vengo più volte ripresa sui preparativi per il ballo: sempre la stessa storia della banda topolini e uccellini e quant'altro che aiutano Cenerella a farsi il vestito.
[chissà quante aspettative avrà oggi un bambino sulle capacità creative dei topi.......]
Ma il riscatto finale arriva con Cappuccetto Rosso. Fortunatamente Walt Disney non si è preoccupato di renderlo un cartone animato e ho avuto del tutto carta bianca sulla narrazione: insomma, nel bosco di capuccetto rosso c'era anche la metro! e la piccola Teresa accettava di buon grado la mia interpretazione, anche se qualche dubbio lo stava sollevando.... :)
Ma ecco che arriva il papà Spiedo, diciamo pure alquanto trafelato, che diventa la primaria attrazione dei bambini così che il biglietto della metro di cappuccetto rosso passa nel dimenticatoio. E con lui arriva anche la notizia che Milk ha bucato... ma che è in arrivo....
Ma tanto che importa, se vai in Singlespeed, mica sei lì per vincere. No?