venerdì 29 settembre 2006

Torniamo a noi...

oissà..questa laurea specialistica mi sta succhiando il midollo!!! Ma torniamo noi, eravamo rimasti alla previsione di un post ad hoc di recensione dei personaggi conosciuti allo Street...
Iniziamo dal personaggio dei personaggi:

JACKY PHELAN: montatura degli occhiali in tinta con la sua bicicletta da corsa rosa very anni '80 (spero di ricordarmi bene l'annata!).. tutto il resto dell'abbigliamento è sempre stata una sorpresa ogni volta che si è vista.. Di solito predilige la tecnica "a cipolla", diversi strati di vestiario di vario genere che si combinano tra di loro per dare vita ad uno stile inclassificabile, ma sicuramente di effetto!! Motivo della nostra conoscenza fu proprio la sua bici: Simone appena l'ha scorta si è messo a fotografarla in tutte le sue parti (strano eh...) e lei è spuntata poco dopo alle nostre spalle - diciamo pure che ci è saltata addosso - urlando in italiano "vi piace la mia bici" o qualcosa di simile. Oh, subito sgamata la nazionalità, eppure non stavamo parlando.... c'è qualcuno tra noi due che ha scritto in faccia che è un italiano. E io non sono.
naturalmente la conversazione non si è esaurita con una frase, un po' in auanagana e un po' in italiano la sig. Phelan ha allietato buona parte della nostra serata...ma non chiedetemi cosa ha detto, tutti pettegolezzi e gossip sul mondo delle due ruote (e pedali).
Accanto a lei nella foto c'è TOBIAS, una delle menti della SSWC, colui che ha fatto sì che l'amico Milk non entrasse in tachicardia quando la vigilia della gara ha scoperto di non essere iscritto... Tobias ha risolto il problema e si merita di essere citato in questa top ten :P
Seguono a ruota.. Foye, la sua lady (della quale non abbiamo mai capito il nome e faceva troppa fatica richiederlo) e un ragazzo svedese dell'Amani che non si sa perchè ma era sempre a tampinare sti due poveri ragazzi. Bah.. magari aveva il culto dell'Arizona.....
Tra l'altro Foye in gara ha fatto anche una discreta figura, se non ricordo male è arrivato attorno ai primi 10 o poco dopo... bassino il ragazzo ma pedala a tutto "foho" (leggere alla toscana).
Poi poi... i "Finlands", cosi ribattezzati da Simone (i suoi inglesismi...), ovvero il gruppetto dei Finlandesi, anche loro accampati all'Amani Hotel. Entrano nella list dei personaggi per due motivi: la maglia azzurra HeLLsinki home made che hanno indossato per tutti e tre i giorni, pioggia, sole, vento, sudore....e il grido di battaglia "motherfucker" che risuonava non poche volte tra i sentieri di Stoccolma.
[sono dinuovo ai punti che blogger non carica le foto.... bè, seguirà un post con le foto mancanti....]
And last but no the least, altri due svedesi:
Markus, ormai omnipresente in questo blog. Direi che è stato il nostro riferimento ufficiale nei primi giorni da strangers in a stranger land e la festa casalinga che ha organizzato come benvenuto ne è la prova! Grande markus... Speriamo di avere presto l'occasione di sdebitarci!
e....e.....non sappiamo il nome!! (vergogna) La persona con la quale abbiamo passato più tempo tra i citati in questa recensione! Lui è l'amico di Markus del qualche avevo già parlato qualche post fa.... Bè, quando riuscirò a pubblicare la foto, capirete che qualsiasi descrizione a parole sarebbe superflua, quella faccia dice tutto!
Purtroppo non ho foto di Bob................. sarà forse che veniva a knocking at the door nei momenti meno opportuni cosi ogni volta che uscivamo con lui per la fretta di prepararci scordavamo sempre la digitale in camera????????????

mercoledì 20 settembre 2006

Un attimo di stallo.......


L'aggiornamento del racconto va a rilento...causa ammissione alla laurea Specialistica che avevo già scartato dalla mia tabella di marcia: il test era molto tecnico, degno di un ingegnere navale, cosa che io non sono affatto. Invece sono rientrata nei primi 20.
E' strano, quando riesci a farti una ragione per cui una cosa andrà male, e invece poi questa cosa va a buon fine contro tutte le tue previsioni, ci rimani male lo stesso.
La morale è che c'è sempre qualcuno che fa le cose peggio di te.
Cosi ora devo conciliare lavoro e studio. Un altro epic ride.

venerdì 15 settembre 2006

La vigilia...at Street

In marcia verso lo Street.... Certe immagini non hanno bisogno di commenti :)

Ecco che finalmente siamo riusciti a farci una foto insieme! Thanx to Foye (c'è voluto un americano!..anche se sono convinta che l'amico Spiedo abbia qualche altro scatto nei meandri della sua digitale professional.....)


Ed eccoci qui all'incontro ufficiale dei bikers prima della gara: si respira un'aria di sana baldoria, si ultimano le iscrizioni, la birra scorre a fiumi (l'importante è che si consumi all'interno del perimetro del locale, altrimenti avreste visto avvicinarsi a voi il buttafuori machoman dello Street per dirvi: "inside the bar" che per la frequenza con cui l'ho sentita pronunciare equivale alla celeberrima londinese "mind the gap")...e si incontrano dei personaggi degni di nota (e di foto!). Le immagini saranno molto esplicative a questo scopo....infatti prevedo un post ad hoc di recensione delle singolari conoscenze della serata!

Chiudo il post con il saluto heavy metal hard rock post punk surfer safari motherfucker di Simone:


(senza sorriso vai!) (to be continued...)

mercoledì 13 settembre 2006

La vigilia...

E' il tardo pomeriggio della giornata di ricognizione sui sentieri svedesi, abbiamo perso Bob (ma tornerà presto presente knocking at the door, non c'è problema...)ed io e simone torniamo all'albergo: alle 18 l'appuntamento è con l'amico - fino a quel momento virtuale - Markus per una cena-buffet a casa sua. Naturalmente il punto d'incontro era l'Amani caput mundi, ormai trasformato in una torre di Babele in quei giorni...e di lì a poco, avremmo avuto l'ennesima conferma. Poche pedalate ci dividono dalla hall quando un ragazzo biondo seduto nei tavolini lì fuori si alza in piedi e ci viene incontro agitando le braccia come un naufrago che scorge una barca alla deriva...Ma ce l'ha con noi?Lo conosci?Eh ora..come faccio a conoscerlo.Va bè si sbaglierà...Seh, sarà amico di Bob sta a vedere... Un altro paio di pedalate e sentiamo la voce: una vera e propria sborbottata in auanagana - di quello tosto - di cui capiamo solo I'm Foye (bel nome eh..) e singlespeed, giusto quel che serve per tirare le somme e sostituire alla facce interrogative un bel sorriso di chi ha capito tutto e ha la situazione sotto controllo. Sei nel posto giusto, uomo! (una frase in pieno Milkman style) Foye era il ragazzo americano che come noi chiedeva informazioni prima della partenza nel forum SSWC e si trovava nel nostro stesso albergo: anche lui è andato a colpo sicuro, identificati al primo sguardo! Era ancora in attesa che la sua bici arrivasse dall'aeroporto, così, per fargli scaricare un po' l'ansia, abbiamo pensato bene di invitare pure lui e consorte la sera stessa a casa di Markus (ci aveva concesso la licenza di unire a noi un altro paio di singlespeeders stranieri qualora li avessimo incontrati: it's done!) Nel frattempo arrivano altre 3 macchine con bici a seguito (gettonatissimo quel posto), quindi almeno altri 6/7 bikers arrivati, scambio di sguardi, tra il curioso, il "so perchè sei qui" e il ti vorrei sportivamente salutare, finchè Simone rompe il ghiaccio e chiede "where are you from"...risposta... "Sweden..." .Ah. Eh sì, ci sono svedesi anche a Stoccolma. Nella bolgia generale di persone e bici spuntano altri 3 ragazzi in bicicletta, senza bagagli o borse, con la netta parvenza di chi sta cercando qualcuno: ecco Markus, ora verrà qui. Verrà qui...no, va di là, dal gruppetto di neo arrivati, un incipit in inglese che non abbiamo capito (nemmeno gli americani, tze), facce interrogative, parlata in svedese....forse si sono chiariti... sì sì, i 3 ragazzi vengono verso di noi "I've made a mistake! you're the Italian right??" Fino a quel momento ci avevano identificato tutti nei modi più disparati tranne chi doveva come da accordi: mistero presto svelato, non si trattava di Markus bensì di un amico inviato come accompagnatore. Purtroppo non abbiamo mai memorizzato il suo nome, ma si svelò un vero personaggio da intrattanimento e ne diede subito prova: chiama al telefono Markus, gli racconta la gaffe appena fatta con gli altri bikers, fanno due conti....e......ecco il rimedio, everybody's invited, follow us! La casa era veramente a un paio di centinaio di metri dall'hotel, una di quelle palazzine di pochi piani tra cui c'eravamo smarriti il giorno dell'arrivo; una volta invaso il seminterrato di bici (ma tanto gli svedesi sono ospitali....) siamo saliti tutti quanti al terzo piano in casa Fleming e....grande scoperta...gli svedesi si tolgono le scarpe quando entrano in casa di qualcuno!!! (ecco spiegati tutti quei locali di SUSHI, non è solo una contaminazione culinaria....). Ci sono stati 2 minuti buoni di titubanza mia e di Simone sulla soglia di casa, e via ci si toglieranno... poi però penso che sono con le ballerine e rimarrei completamente scalza, bene o male tutti avevano i calzini... Simone i calzini li avrebbe anche avuti, ma non so di preciso cosa lo bloccava (NdS: solidarietà!) insomma ragionamenti un po' all'italiana (se si pensa che i tedeschi e affini vanno per strada scalzi....) quand'ecco che mi cade l'occhio su Foye già intorno al buffet, con scarponcini da trekking, grandissimo! Entriamo! Abbiamo passato un paio d'ore in allegria, davanti ad affettati, formaggi e una zuppetta niente male creata da Markus...ingredienti misteriosi ma buona! Nuovamente, nemmeno una foto è stata fatta di questa cenetta intercontinentale, ma questa volta non solo noi, anche tutti gli altri erano troppo presi a mangiare e chiacchierare, quindi credo proprio che non esistano immagini.... Concludo con qualche altro scatto fatto in marcia verso lo Street per il party serale.
(per ora Blogger non ne vuol sapere ti caricare le foto!!!.. arriveranno...)

lunedì 11 settembre 2006

Stockholm...Offroad...

Eh si, una volta individuato il famoso Street Bar http://www.streetinstockholm.se/- punto di ritrovo per i partecipanti al SSWC06, che, tra parentesi, ha vincolato non poco anche la scelta strategica dell'albergo in quel di Arsta - è iniziata la mia 3 giorni di mal di...culotto! Galeotto in primis fu Daner, uno degli organizzatori, che, conosciuto il giovedi sera (ormai notte quando abbiamo finalmente trovato lo Street, dato che è ricavato sotto un cavalcavia stradale a ridosso del lago Malaren e non è esattamente a "portata di occhio" ) non ha perso tempo ad informare Simone - lanciatissimo in conversazioni a suon di "auanagana" - dell'uscita pre-race della mattina seguente su sentieri fuori città. E da parte mia, che fare...in fondo la proposta arrivava da uno svedese che è stato in grado di salutarmi a fine conversazione scandendo perfettamente il mio nome dopo averlo sentito appena sibilato (in perfetto mio shy style...)un buon 3/4 d'ora prima...come rifiutare?!?
Il risultato è nelle foto.....gli offroad di stoccolma non scarseggiano nè di rocce nè di radici, per cui, mescolando gli ingredienti rocks&roots, prima volta in assoluto con la singlespeed, rapporto montato dal grande Milk che poi si scoprì essere il più duro di tutti quelli che avevano montato gli altri (ma lui è il Godfather...) il risultato è stato un massacro per le mie gambe, reduci da giorni, mesi ininterrotti al computer tra tesi e lavoro! Naturalmente, quando il gioco si fa duro, i duri non fanno mai le foto (entriamo troppo nella parte, ovvia..) e anche di questa prova del fuoco non ci sono testimonianze visive. In compenso, fuori dal bosco, ci siamo imbattutti in un tipico lago nordico che ci ha fatto rinvenire, prendere in mano la digitale e fare qualche scatto di quello che ci circondava.... Se non sbaglio le coordinate, ci trovavamo nella zona di Hammarbybacken dove oltre alle bellezze prettamente naturali, anche la zona residenziale aveva il suo fascino.


Ah, dimenticavo una cosa bellissima... il venerdì mattina, tra le 8.30 e le 9.00 del mattino, qualcuno bussa alla porta della camera in hotel. O chi è a quest'ora?...e qui poi?Vai Simo, la tua BancoPosta ha fatto cilecca e sono venuti a controllare se non fossimo già scappati!! Naturalmente a controllare alla porta va la sottoscritta (la mia dolce metà stava ancora combattendo con Orfeo per un conscio risveglio...) "Hi there!" Mi risponde una voce che si indentifica come Bob from USA here for the race e che senza perdere tempo mi spiega di problemi con la linea telefonica del cellulare, l'impossibilità di chiamare e di avere come unico riferimento noi italiani dell'Amani Hotel. Grande bob! Grande anche per aver avuto il potere di far alzare e rendere operativo Simone in una manciata di secondi..."auanagana" e via, Bob si univa cosi a noi nell'escursione mattutina e cosi ci saremo tenuti in contatto per i 2 giorni seguenti: privacy in costante rischio, Knock at the door and go! Che personaggio...era la sua prima volta in Europa, 4 giorni e ripartiva per New York. Il potere della Sinlgespeed.

Potrebbe sembrare per la serie...."Mi siedo sulla riva del fiume e attendo che passi il cadavere del mio nemico......", in realtà è uno scorcio molto poetico che ha colto Simone. (anche se non escludo che in quel momento stessi pensando proprio quello che ho citato sopra.....)

(To be continued.....)

venerdì 8 settembre 2006

In giro per Sodermalm

I primi passi alla scoperta della città si fanno a Sodermalm,"il quartiere del Sud", non tanto perchè è ritenuto una delle aree più alla moda di Stoccolma (che poi.... la parola "moda" in Svezia è tutta da interpretare, i ragazzi vestono molto Seventies & Eighties! Che spettacolo..) quanto perchè è il primo quartiere che incontriamo prendendo la metro verso il centro. Fermata Skanstull, linea verde. I primi giorni è d'obbligo tenere sempre a portata di mano la cartina...ci vuole un po' di pratica per entrare nell'ottica della nomenclatura stradale svedese, il cambio di un piccolo suffisso finale e cambia tutto! Per le strade si cammina molto bene a piedi, il traffico non è frenetico - pur essendo in una capitale - e quello che c'è è pure ordinato...e comunque biciclette e pedoni hanno passaggi e corsie riservate, ovunque, davvero 10 elode. Le bici sono talmente in voga come mezzo di trasporto quotidiano che può addirittura capitare che scarseggino i "parcheggi"....(simone ha prontamente immortalato la scena!) Sulle strade si affacciano caffè e pub in ogni stile, svariati locali dal sapore esotico (il SUSHI domina come la piadina in romagna!!), negozi di abbigliamento -molti di seconda mano ma anche di firme come la domestica H&M - ma anche design (IKEA rulez!) e oggettistica varia, ognuno per strada ha uno stile personale (e spesso "buffo" agli occhi di noi italiani so fashion). Si respira un'aria di grande apertura. Decidiamo di costeggiare il Baltico, imbocchiamo la Stadsgardeslden e passeggiamo per un paio d'ore lungo la Fjallagatan "la via della montagna" fino a Fafangan: la guida aveva ragione, la vista è magnifica, si riesce ad avere un colpo d'occhio di Stoccolma non indifferente. Posto qui alcuni scatti che valgono più di qulasiasi descrizione fatta a parole!
C'è anche da dire che siamo sempre stati molto fortunati con il cibo... già durante la prima escursione abbiamo fatto tappa per pranzo in un ristorante nella zona di Sofia, nei pressi della Bondegatan se non ricordo male, stile american grill (peccato non ricordare il nome): gestori greci molto cordiali e disponibili (si sono impegnati a cercare di tradurre il menu dallo svedese all'italiano/inglese!), ottima mangiata ad un prezzo molto ragionevole (meno di 10€ a testa con antipasto, bevande, caffè e piatto unico MOLTO abbondante - e se lo dice Simone vuol dire che è abbondante!!) Concludiamo il pomeriggio di sightseeing con una capatina a Kakar (già che eravamo in zona..), un piccolo agglomerato di vecchie casette in legno rosso nel Vitabergsparken, attorno a Sofiakirka, ciò che rimane di un antico quartiere opeario: la suggestione è tanta, l'impressione è che il tempo si sia fermato in quella manciata di stradine.
Ecco, qui abbiamo visto la casa che avremmo tra qualche anno (Enalotto permettendo....):

(to be continued....)

mercoledì 6 settembre 2006

Un arrivo degno di un'epic ride....II part

Il fatto che non ci siano foto del primo giorno a Stoccolma la dice lunga.....E' stato impossibile farne!! Durante la nostra pedalata attraverso le 3 grandi "isole" della città (dalla City, attraverso GamlaStan, passando per Sodermalm fino ad arrivare ad Arsta, destinazione Amani Hotel http://www.amanihotel.se/) ci ha colto un acquazzone degno della fama del clima nordico, pioggia a go go, tanto che è stato quasi inutile tentare di ripararci sotto un ponte in attesa di un lieto fine (perchè non ci sarebbe stato un lieto fine a breve...) e abbiamo deciso di proseguire alla "svedese"... ovvero...continuando a fare quello che si stava facendo come se nulla fosse! Siamo arrivati nel quartiere di Arsta fradici dalla testa ai piedi, ma almeno aveva smesso di piovere, anche perchè non avevamo più grandi punti di riferimento: ci trovavamo in un quartiere popolare, un concentrato di palazzine di 3/4 piani al massimo, a ridosso di due grandi arterie stradali che conducevano fuori città, alla zona industriale. Ecco, lì era il nostro hotel, trovato sull'ultima indicazione dataci da un biker che stava uscendo di casa per un giretto post temporale, richiamato dalla voce disperata di Simone che lo rincorreva al grido di " EHY GUY!EHY GUY" . Bene, siamo arrivati, non è esattamente una location delle più poetiche, ma tutto sommato si rivelerà molto comoda e funzionale: a due passi dalla fermata del tram Arstafaltet (con i mezzi di trasporto raggiungi qualsiasi parte della città in breve tempo!) , ottimo rapporto qualità-prezzo e cmq, le aree industriali svedesi hanno molto verde attorno! Niente a che vedere con il grigiore delle nostre.... Bene, meta raggiunta, buona parte dei giorni seguenti ci penseranno le foto a raccontarli! (to be continued...)

martedì 5 settembre 2006

Un arrivo degno di un'epic ride....


16 agosto, tutto è pronto: partenza da casa alle 4.30 AM. il traffico dell'alba sulle strade ha sempre avuto un fascino particolare, ti chiedi inevitabilmente dove staranno andando a quell'ora le persone che incrociano la tua strada... qualcuno al lavoro, qualcuno magari starà rientrando dall'uscita serale, qualcuno sarà semplicemente insonne e vaga...e qualcuno come noi si starà dirigendo all'aeroporto: due zaini da una decina di kg cad. e due biciclette rigorosamente singlespeed imballate in due belle scatole da altri 15 kg cad. Ma fino a che queste cose le trasporta un carrello dell'aereoporto e un aereo...non ti rendi bene conto del reale "spessore" che avranno nella tua vacanza....
Perchè le singlespeed?
Per i non informati, la palla al balzo di questo viaggio è stato il SingleSpeed World Champion 2006, 18-20 agosto, a Stoccolma (per gli interessanti del settore, linko a lato il Blog di Simone, il vero racer!)
Partenza volo Alitalia, Pisa Aeroporto, 06.30 AM (il volo è stato per la serie..."ora si balla", parole dello stuart)...scalo a Malpensa (per fortuna i bagagli sono passati inosservati, vista la fama di questo scalo....)...e atterraggio ad Arlanda Airport, Stockholm, nel primo pomeriggio.
Fase ritiro bagagli.... ok! Le bici ci vengono consegnate da un accesso differente, senza ritardi, sembra davvero tutto perfetto...
La fase positivo-ottimistica si protrae anche durante il trasferimento aeroporto-stazione centrale: biglietto Flygbussarna, autista molto disponibile a sistemare i nostri bagagli voluminosi all'interno del mezzo, giornata sereno/variabile, tutto promette bene: sorridiamo, un'ora e mezza ci divide dalla nostra meta.
Buona parte della stazione centrale di Stoccolma è in fase di ampiamento, il cityterminalen è immerso in questi cantieri e non hai una precisa idea di quello che ti circonda, l'unica cosa certa era che per raggiungere il nostro hotel avremmo dovuto cambiare 3 mezzi di trasporto (grazie all'amico svedese Markus per l'aiuto ancor prima e durante il soggiorno!)e in quel momento ci sembrava davvero impossibile riuscire a gestire più di 30 kg di bagaglio a testa, in due volumi non indifferenti da maneggiare (chi conosce gli imballaggi delle biciclette, capirà....per gli altri, ecco un esempio ->
Ci guardiamo e la decisione è una sola: zaino in spalla e pedalare!
Di fianco alla banchina dei taxi, Simone inizia le fasi di montaggio delle bike ed io cerco in qualche modo di spezzettare e fare sparire nei cestini lì attorno i voluminosi imballaggi di cartone (la pulizia e l'ordine della Svezia erano ben chiari già dall'arrivo in stazione e vista l'attenzione che già attiravamo su di noi con il nostro singolare siparietto, volevamo evitare di farci "riconoscere" come i soliti turisti irrispettosi!!). Tutto quello che abbiamo, è la cartina tracciata da Markus, peccato però che ci siano scritti in tutto 3 nomi di strade e per una delle famose leggi di Murphy, nessuna delle strade indicate è minimamente vicina alla nostra posizione.
Probabilmente le nostre facce parlavano chiaro, si avvicina una signora, "can I help you?": abbiamo la chiave di volta per orientarci, torna il sorriso sui nostri volti, ecco la famosa "ospitalità degli svedesi verso lo straniero", iniziamo a pedalare con i 10 kg in spalla: per Simone non è un problema, per me smette di esserlo per la legge della sopravvivenza, o pedalo.... o pedalo! (...to be continued...)

Una piccola premessa....

Una manciata di post non riusciranno a trasmettere la magia e le emozioni che un viaggio da poco concluso ha avuto il potere di creare, ma voglio comunque provarci.
Svezia, Stoccolma, 16-22 agosto 2006.

Oggi è il 4 settembre, sarà un racconto a posteriori, attraverso gli occhi di chi adesso ha capito la vera importanza, il grande valore di un sentimento che ha rischiato di spegnersi per incomprensioni, testardaggini....e paura di svelarsi fino in fondo.


Sono felice di averti accanto, ora più di prima.