venerdì 3 novembre 2006

Che fare,allora?

Alzerò la faccia al cielo, balbettando e farfugliando con voce impaurita? Mi scoprirò il petto e lo percuoterò come un tamburo per attirare l'attenzione del mio Cristo? O non è forse più ragionevole che io mi ricopra e continui il cammino? Ci saranno momenti di confusione e momenti di desiderio, e altri in cui la mia solitudine verrà alleviata solo dalle lacrime che, come uccellini bagnati, cadranno ad ammorbidire le mie labbra aride. Ma ci sarà consolazione e ci sarà bellezza, come l'amore di qualche fanciulla morta.Ci saranno risate soffocate e la quieta attesa della notte e una tenue paura dell'abbraccio avvolgente e derisorio della morte. E la notte verrà..
Non sono le mie parole, ma di John. Non sono nemmeno da prendere alla lettera, in realtà, ma sono una bella metafora. Non sono brava a parlare dei miei stati d'animo, non riesco neppure a farlo con chi ho di più vicino.. sono una frana in questo, lo ammetto. Di solito, il mio modo di scrivere, di raccontare piace, sarà per la naturalezza e la semplicità con cui le parole scorrono...si direbbe che non debba avere problemi ad esternare pensieri ed emozioni. Ecco, non è cosi. E' ufficiale. Balbettare e farfugliare con voce impaurita... ?sì, è stata una reazione recente.Sbagliata?sì certo, ma questa è una risposta da mente razionale, in quel momento era lo smarrimento che parlava, o meglio, farfugliava. Attirare l'attenzione di Cristo è un atto troppo egoistico con i tempi che corrono, ci sono ben altre situazioni su cui dovrebbe posare lo sguardo...ma parlarci..., sì, parlare ci parlo, o meglio, farfuglio. L'unica differenza, forse, è che Lui sa già quello che vorrei dire, far capire...quindi posso anche permettermi di farfugliare, ma per chi è qui, in carne ed ossa, non è cosi.
Allora in silenzio, continuo il cammino... Un silenzio rotto ogni tanto da una parola sussurrata, da un nome sussurrato, da un "eh?" un "cosa c'è?" che a quel punto non ottengono nessun'altra risposta.Ho smesso anche di farfugliare.Ma continuo il cammino, in quieta attesa e tesa da una tenue paura al tempo stesso... è la cosa più importante, è la cosa che voglio e che difendo. Non sono da sola.
Stasera il piccolo Byron era proprio come me.